Luogo comune n. 9:
NON SI RIESCE A FARE DI PIU’ RD
E’ falso, perchè:
La RD in Italia è in costante crescita
In italia la RD è da anni in continua crescita e continua ad aumentare anche nell’attuale periodo di crisi.
Ad esempio, i dati Conai mostrano che nel 2008 si è recuperatol'1,3% in più di rifiuti di imballaggio rispetto all'anno precedente. E nel 2007 sono state raccolte oltre 2,6 milioni di tonnellate di rifiuti cellulosici, con un incremento del 3,8% rispetto all’anno precedente. Questo tipo di RD si sta sviluppando anche nel Sud Italia, da cui ormai proviene il 17% dei rifiuti cellulosici recuperati a livello nazionale.
Non ha quindi alcuna ragione di essere l’obiezione che il sistema di RD abbia raggiunto in Italia il proprio limite. Tale limite, ammesso che esista (i materiali di recupero vengono tranquillamente esportati) è in realtà ancora molto lontano.
In Toscana succede addirittura che, sul fronte della raccolta, si raccolga anche troppo. Nel 2009, con la RD multimateriale ogni giorno si sono raccolti più rifiuti riciclabili di quanti ne possano essere trattati quotidianamente nell’impianto della ditta Revet, pure di nuova costruzione. La Revet non ha infatti adeguato l’impianto nonostante il trend di crescita fosse evidente da anni. Ma un adeguamento della potenzialità dell’impianto risolverà il problema.
Ma, aldilà di eventuali difficoltà sul fronte del trattamento in impianto, ciò che conta, come qui esposto al punto 2, è che non esistono problemi per la collocazione della maggior parte del materiale recuperato.
Di sicuro non ci sono problemi per collocare i rifiuti cellulosici in Toscana: il 50% delle cartiere italiane si trova in lucchesia. E per gli altri materiali, gli accordi vigenti coi consorzi di filiera garantiscono il collocamento in un quadro di prezzi garantiti.
Anche per quanto riguarda la frazione organica non ci sono motivi di ostacolo per incrementare le quantità recuperate con la RD, dato che non ci sono problemi per trattare tutto il materiale raccolto. Diversi impianti di compostaggio sono tuttora sottoutilizzati e ben lungi dal raggiungere la saturazione della capacità nominale.
E, nel caso, nuovi impianti di compostaggio possono essere realizzati, in tempi molto più brevie a costi che normalmente sono inferiori di DUE ordini di grandezza rispetto a un impianto di incenerimento.
