Luogo comune n. 7:
FARE MOLTA RD COSTA DI PIU’
E’ falso, perchè:
La RD spinta dei rifiuti organici riduce i costi complessivi di gestione
Ho sentito usare questo argomento da molte persone, incluso un presidente regionale di Cispel, che lamenta gli “alti costi di sistema” necessari per raggiungere gli obiettivi di legge del 65%.
Per chi è capace di creare sistemi efficienti di gestione dei rifiuti, la realtà è ben diversa.
E’ dimostrato che quando supera la soglia del 40-50%, con una elevata intercettazione della frazione organica, la RD può costare meno rispetto alla gestione degli indifferenziati. Puntare al 65% di RD non è “accanimento ideologico”, ma una strategia mirata a risparmiare contemporaneamente risorse ambientali ed economiche.
Già nel 1999 l’ANPA ha spiegato nel suo manuale operativo "La raccolta differenziata - aspetti progettuali e gestionali" quali sono i fattori progettuali che consentono di ottenere un risparmio tramite una gestione dei rifiuti orientata al recupero.
Una RD ben progettata consente di ottenere enormi risparmi nei costi di gestione dei rifiuti, anche perchè diminuiscono anche i quantitativi complessivi di rifiuti da gestire. Come spiega il Consorzio Priula (TV) nel proprio sito:
Il sistema Priula ha permesso il raggiungimento di un'elevata percentuale di raccolta differenziata (media del 78% nel 2007), una riduzione della produzione procapite di rifiuti (da 440 kg/abitante*anno nel 2000 a 364 kg/abitante*anno nel 2007) ed, in particolare, di quelli non riciclabili (il secco non riciclabile è passato da 321 kg/abitante*anno nel 2000 a 81,5 kg/abitante*anno nel 2007).
E’ ormai da una decina di anni che per gli esperti l’economicità della RD, a certe condizioni, è un fatto scontato, dimostrato da numerosi studi e ricerche, quali ad esempio quelli prodotti dal gruppo di lavoro della Scuola Agraria del Parco di Monza, uno dei migliori riferimenti a livello mondiale per il compostaggio e le buone pratiche nella gestione dei rifiuti.
La pluriennale esperienza di dozzine e dozzine comuni lombardi e veneti ha dimostrato che separare alla fonte mediante la RD una quota di rifiuti organici pari all’80-90% della frazione consente di riformare il servizio ordinario di raccolta dei rifiuti, con una riduzione dei costi complessivi. Ciò è dovuto principalmente a due fattori:
- per effetto della separazione della sostanza organica i rifiuti indifferenziati sono meno putrescibili e quindi si può ridurre la loro frequenza di prelievo, ad esempio svuotando i bidoni solo una volta alla settimana;
- dato che i rifiuti organici hanno una densità maggiore rispetto ai rifiuti indifferenziati, per la RD di questa frazione si possono impiegare mezzi a vasca non compattanti, molto meno costosi dei mezzi compattatori, anche in termini di costo di esercizio.
E’ infine utile ricordare che quando i sistemi avanzati di RD vengano uniti a sistemi di tariffazione puntuale, che incentivano il contenimento individuale della generazione di scarti, ciò determina una rilevante diminuzione della produzione procapite dei rifiuti, che nei bacini veneti è addirittura pari alla metà della media nazionale. Aldilà dei tassi di RD, una forte riduzione dei quantitativi assoluti da trattare determina inevitabilmente una forte riduzione anche dei costi complessivi di gestione dei rifiuti.
