Luogo comune n. 1:

E’ INUTILE FARE LA RD PERCHE’ METTONO TUTTO INSIEME

E’ falso, perchè:

La RD innanzitutto serve all’industria italiana

La raccolta differenziata (RD) non è stata inventata da un manipolo di ambientalisti, ma nasce in risposta a precise esigenze:

  • recuperare materie seconde per l’industria al fine di ottenere un risparmio economico rispetto al consumo di materie prime
  • detossificare il rifiuto destinato a impianti di trattamento finale, intercettando frazioni di rifiuti pericolosi

Mentre il secondo obiettivo viene perseguito per motivi diversi dal ritorno economico (sebbene questo ci sia per alcune categorie di rifiuti RAEE), è chiaro che non ha senso differenziare materiali recuperabili per poi rimettere tutto insieme.

In Italia esistono da parecchi anni i Consorzi obbligatori per il riciclo dei materiali recuperabili, che forniscono un quadro economico che garantisce rendimenti certi per chi opera la raccolta, mettendoli al riparo dalle fluttuazioni del mercato tipiche di qualche decennio fa.

I Consorzi garantiscono inoltre la concreta collocazione dei materiali recuperati. Il risultato della loro attività è che nel nostro paese la RD è in costante aumento da anni.

Eventuali disservizi non devono creare dubbi sul senso complessivo della RD: sarebbe come - dopo un episodio di malasanità - dire che è inutile andare in ospedale “perchè tanto gli ospedali servono solo ad ammazzare la gente”.

L’equivoco dei mezzi di raccolta

La causa comune di molte delle voci sul “tanto mettono tutto insieme” è un equivoco spesso riscontrato dal sottoscritto, soprattutto ove si praticava la raccolta “porta a porta”.

In molte realtà locali in cui venne introdotta la RD, in fase iniziale non erano disponibili molti capitali per l’acquisto dei mezzi di raccolta. Per cui, facilitati anche dai bassi quantitativi raccolti all’inizio, per la RD delle diverse frazioni venivano impiegati gli stessi mezzi, che ad es. Il lunedì facevano il giro di raccolta dei sacchetti della carta, il martedì la raccolta della plastica e così via. Da qui l’equivoco: i mezzi per la RD venivano scambiati con quelli della raccolta ordinaria dei RSU.

Quando ero responsabile dei progetti pilota di RD degli imballaggi poliaccoppiati, promossi da parte di Comieco (il consorzio nazionale riciclo carta e cartone), controllando le operazioni di raccolta, ho sempre riscontrato il grande interesse con cui la popolazione segue l’attività dei mezzi di raccolta, pur alle 6 di mattina e persino nei comuni del Sud Italia. Per cui - al fine di evitare equivoci - proposi che, quando i mezzi venivano impiegati per la raccolta sperimentale dei sacchetti di carta/poliaccoppiati, sulle fiancate venissero applicati dei tabelloni magnetici recanti un’indicazione come “raccolta differenziata dei materiali cellulosici”.

La stessa introduzione della raccolta multimateriale col “sacco viola” in Lombardia generò molti equivoci. Anche in quel caso, i sacchi viola venivano prelevati con mezzi che, se non erano gli stessi, erano comunque dello stesso tipo di quelli usati per la raccolta dei rifiuti indifferenziati. Quindi la RD veniva facilmente scambiata con la raccolta ordinaria, con tutti gli equivoci del caso.