Luogo comune n. 4:
E’ MEGLIO COSTRUIRE PICCOLI INCENERITORI
E’ falso, perchè:
Esiste una soglia di convenienza economica
Metà del costo di costruzione degli inceneritori moderni è dovuto alla realizzazione della sezione di depurazione fumi.
Per questo, costruire impianti piccoli è una strategia completamente sbagliata, in quanto comporta due sole possibili conseguenze alternative. O si verifica una moltiplicazione ingiustificata dei costi, con la duplicazione di sezioni impiantistiche, oppure per ottenere un risparmio questo deve essere ottenuto a scapito della depurazione dei fumi, non costruendo sistemi allo stato dell’arte, determinando quindi un aumento dell'inquinamento generato a parità di rifiuti smaltiti.
Ad esempio, il citato impianto di Amburgo ha una potenzialità annua di 600mila tonnellate. Per dare un’idea della taglia degli impianti di riferimento in Italia, i benchmark sono l’inceneritore di Brescia (definito «migliore impianto del mondo» dal Waste-to-Energy Research and Technology Council), che ha una capacità di trattamento di 750mila t/a, e l’inceneritore di Milano Silla 2, che è sull’ordine delle 450mila t/a trattate annualmente.
La riduzione del numero di impianti consente inoltre di contenere un noto fenomeno, che soprattutto in Germania ha determinato un sensibile aumento dei costi specifici di trattamento dei rifiuti.
La costruzione di impianti nel corso degli anni ’90 quando era ancora ritenuto ottimistico pensare che la RD superasse il 50% o addirittura il 40% (il 50% adesso è divenuto una normalità in alcune regioni) ha fatto sì che in Germania al grande successo della RD sia corrisposto una drastica diminuzione dei rifiuti a incenerimento; chi non aveva bacini limitrofi che inviassero i propri rifiuti all’impianto di incenerimento ha visto persino raddoppiare i costi specifici di gestione dei rifiuti.
