Luogo comune n. 2:

NON SI SA COME IMPIEGARE I MATERIALI RECUPERATI

E’ falso, perchè:

In Italia si ricicla quasi il 60% degli imballaggi

La maggior parte dei materiali recuperati con la RD viene riciclata come materiale e siamo ancora lontani dalla saturazione della capacità di collocazione delle materie seconde nell’industria italiana.

Secondo i dati Conai, in Italia viene raccolto in modo differenziato e riciclato il 57% degli imballaggi immessi al consumo. La percentuale di riciclo a livello di singolo materiale varia dal massimo di materiali cellulosici e acciaio (vicini al 70% di tasso di riciclo) al minimo della plastica, che ha un tasso di riciclo del 28%.

Questi dati, uniti a quelli dei quantitativi di materie seconde da rifiuto importate dall’estero, fanno facilmente capire come in Italia esistano ancora ampi margini di collocazione delle materie seconde recuperate con la RD.

Basti pensare che, nonostante un tasso di riciclo dei materiali cellulosici del 80%, nel 2008 è aumentato del 7% la quantità di carta e cartone recuperata con la RD e sono state importate dall’estero circa mezzo milione di tonnellate di macero.

Non ci sono problemi neanche per quanto riguarda il vetro, che ha un tasso di riciclo del 60%. E si deve tenere presente che, qualora si venisse raggiunta la saturazione della capacità di riciclo in impianto, nuovi spazi di mercato possono essere creati grazie alla separazione per colore. In pratica significa fare la RD del vetro con contenitori diversificati in base al colore: una cosa che in Germania si fa da decenni.

Inoltre, un grande impulso alla collocazione dei materiali di recupero deriverebbe dalla applicazione della legge che fissa una quota minima di prodotti contenente materiale riciclati negli acquisti della Pubblica Amministrazione (Decreto Interministeriale n. 135 dell'11 Aprile 2008 ). Questa legge è invece finora stata abbastanza disattesa, nonostante il dichiarato impegno del Ministero dell'Ambiente nei confronti del Green Public Procurement.

Per le frazioni di rifiuto strategiche non ci sono problemi di collocazione

Chi si ostina a sostenere che la RD è solo una perdita di tempo cita come esempio i problemi relativi ad un unico tipo di materiale: la plastica. In alcune regioni italiane sono infatti note le difficoltà di collocazione della plastica recuperata dai rifiuti.

Ma - oltre a ricordare che nel 2007 in Italia sono state riciclate quasi 700mila tonnellate di plastica da recupero - mi limito qui ad osservare che i rifiuti plastici sono una frazione scarsamente strategica e che le difficoltà di riciclo di questo materiale non devono eventualmente servire come scusa per affossare la RD di carta, cartone, vetro, acciaio e legno, che invece avviene con successo e in maniera sempre crescente.

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